C’è qualcosa di incredibilmente affascinante nella pesca ai calamari, un mistero che ha catturato l’immaginazione dei pescatori di tutto il globo. I maestri della pesca ai calamari distinti dall’estremo oriente, dove hanno perfezionato tecniche e attrezzi di pesca di ineguagliabile raffinatezza. Tra le tante tecniche praticate nella pesca sportiva e nella pesca in mare, il Tataki si distingue come la più promettente in termini di successo di cattura.

La pesca al calamaro dalla barca è una delle tecniche di pesca più praticate da imbarcazione a partire dalla tarda estate fino a tutto l’inverno.

Ma veniamo al dunque e cerchiamo di illustrare al meglio il tatami pesca al calamaro.

Sommario 

  • cosa significa il termine tataki 
  • come praticare al meglio questa tecnica 
  • quali attrezzature sono necessarie per il tataki pesca al calamaro

Tataki, significato del termine 

È fondamentale capire che il termine ‘Tataki’ si riferisce alla tecnica di pesca, non all’attrezzatura, un errore commesso. In questo articolo, esploreremo in dettaglio le caratteristiche di questa tecnica e dei suoi strumenti.

La pesca al Tataki è una forma di pesca verticale, in grado di insidiare efficacemente i calamari in maniera non convenzionale ma molto naturale, soprattutto quando queste creature del mare non sono facilmente accessibili nei bassi fondali con metodi tradizionali.

Durante i mesi freddi, i calamari effettuano migrazioni verticali, spostando la loro zona di caccia in acque più profonde, arrivando a pochi metri dalla superficie durante la notte. Durante il giorno e nel resto dell’anno, si nascondono sul fondo marino, tra le praterie di posidonia o nelle depressioni profonde del fondale marino, continuando a cacciare le loro prede abituali come pesci e crostacei.

Come praticare al meglio questa tecnica 

La tecnica del Tataki utilizza gli ‘Oppai’, artificiali unici che non cercano di imitare la forma o il colore delle prede dei calamari, se non per alcune varianti che replicano le colorazioni dei pesci. Gli Oppai, di varie dimensioni, forme e materiali, sono montati su un leader di Tataki, una sorta di sabiki.

Durante la pesca, è essenziale individuare la presenza di pesce attivo vicino al fondo, una tipica dove i calamari sono situazione in caccia, attaccando le loro prede dal basso verso l’alto. Una volta individuati questi scenari, farai scendere rapidamente la lenza al fondo, muovendo le esche con movimenti verticali e rotatori rispetto alla verticale, cambiando la profondità con brevi recuperi e rilasci successivi.

Il termine “TATAKI” in giapponese significa “tremolio”, che descrive perfettamente il movimento degli Oppai. Durante l’azione, è importante mantenere un ritmo imprevedibile, simulando il movimento di un branco di pesci sotto pressione.

Quali attrezzature sono necessarie per il tataki pesca al calamaro

La tua attrezzatura dovrebbe includere un robusto mulinello a recupero rapido, caricato con una lenza molto sottile, e una canna adeguata, con una sensibilità di punta ottimale e una “schiena” progressiva.

La pesca a Tataki può essere praticata durante il giorno nelle aree adiacenti ai punti di pesca notturni su fondali più alti, con il fondale misto che rimane la scelta preferita. Durante la transizione dal tardo inverno all’autunno, la pesca è possibile in ogni momento e luogo, con la ricerca prevalentemente concentrata sull’esplorazione dei fondali.

In sintesi, la pesca al Tataki è un’arte antica che richiede una combinazione di intuito, strategia e abilità. Sperimenta questa tecnica affascinante e potresti scoprire una nuova passione per la pesca ai calamari. E chi sa, potresti diventare il prossimo maestro del Tataki.