Il 2026 rappresenta un passaggio chiave per chi pratica la pesca sportiva e ricreativa in mare, ma non nel senso allarmistico che spesso emerge online.
A partire dal 10 Febbraio 2026 entrano nuove regole in vigore.
Non arriva una “nuova licenza”, non viene vietata la pesca ricreativa e non cambiano da un giorno all’altro tutte le regole che i pescatori conoscono.
Quello che cambia è soprattutto l’approccio normativo europeo, sempre più orientato alla raccolta dei dati, al monitoraggio delle catture e alla digitalizzazione delle procedure, con l’obiettivo dichiarato di gestire meglio le risorse marine.
In concreto, la normativa di pesca sportiva 2026 introduce un doppio livello di attenzione:
- Da un lato restano valide le regole italiane, a partire dal permesso gratuito per la pesca sportiva in mare, che continua a essere il requisito base per svolgere questa attività legalmente;
- Dall’altro lato, l’Unione Europea rafforza i sistemi di registrazione delle attività di pesca sportiva, prevedendo l’utilizzo di strumenti come l’app RecFishing per dichiarare determinate catture o attività.
È fondamentale capire che questi due piani non si sostituiscono, ma si affiancano.
Avere il permesso nazionale non significa automaticamente essere in regola anche rispetto alle nuove disposizioni europee, così come l’uso di un’app non elimina l’obbligo di rispettare limiti, divieti e ordinanze locali.
Il vero punto, quindi, non è “se” si potrà continuare a pescare, ma come mettersi correttamente in regola, evitando errori banali che possono portare a sanzioni inutili.
Ed è proprio da qui che conviene partire: fare chiarezza su cosa è obbligatorio, quando lo è e per chi, prima ancora di entrare nel dettaglio delle singole procedure.
Indice dei contenuti
Permesso nazionale e RecFishing: due obblighi diversi da non confondere
Uno degli errori più comuni quando si parla di normativa di pesca sportiva 2026 è pensare che esista un unico adempimento valido per tutto.
In realtà, chi pesca in mare deve tenere distinti due livelli diversi di regole, che rispondono a logiche differenti ma che, dal 2026, convivono.
Il primo livello è quello nazionale.
In Italia, per esercitare la pesca in mare è necessario essere in regola con il permesso gratuito rilasciato dal MASAF, una comunicazione obbligatoria che certifica il diritto a svolgere l’attività.
Questo permesso:
- è gratuito;
- si ottiene e si rinnova online;
- deve essere valido al momento della pescata;
- va esibito in caso di controllo, anche in formato digitale.
Qui il link dal quale potersi registrare
Il secondo livello è quello europeo, che entra in gioco con maggiore forza nel 2026.
Qui non si parla di autorizzazione a pescare, ma di monitoraggio delle attività.
In alcuni casi, infatti, l’Unione Europea richiede la registrazione delle catture o delle uscite di pesca attraverso strumenti digitali come RecFishing.
Questo obbligo:
- non riguarda automaticamente tutti i pescatori;
- dipende dal tipo di pesca praticata, dall’area e dalle specie coinvolte;
- non sostituisce il permesso nazionale, ma lo affianca.
In sintesi, il permesso MASAF ti consente di pescare, mentre RecFishing serve a comunicare cosa fai e cosa catturi, quando richiesto.
Capire questa distinzione è fondamentale per evitare l’errore più frequente: pensare di essere in regola perché si è assolto solo uno dei due obblighi.
Come mettersi in regola nel 2026 step by step
Per pescare in mare nel 2026 in modo corretto non servono procedure complicate, ma ordine e consapevolezza.
Seguire alcuni passaggi chiari permette di evitare errori frequenti e di affrontare eventuali controlli con tranquillità.
1. Verifica e rinnova il permesso nazionale (MASAF)
La procedura è interamente online:
- Accedi al sito del MASAF;
- Entra nell’area riservata utilizzando SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE);
- Seleziona il servizio dedicato alla pesca sportiva;
- Se il permesso è già presente, clicca su “Rinnova”;
- Controlla che lo stato risulti attivo;
- Scarica il PDF e salvalo sullo smartphone (meglio anche una copia di backup).
Senza questo passaggio non è possibile pescare legalmente, indipendentemente da qualunque altra registrazione.
2. Valuta se è richiesto l’uso di RecFishing
Una volta sistemato l’aspetto nazionale, è necessario capire se la tua attività rientra nei casi in cui è richiesta la registrazione digitale delle catture.
In particolare:
- Peschi in mare e non in acque interne;
- Potresti catturare specie soggette a misure europee;
In questi casi, l’utilizzo dell’app RecFishing diventa parte integrante degli adempimenti.
3. Preparati prima di uscire in mare
Installa l’app, configura i dati principali e fai una prova a terra.
Questo semplice accorgimento evita problemi pratici durante la pescata e ti permette di essere già in regola al momento giusto.
Come funziona RecFishing e come ci si registra
RecFishing è l’app introdotta a livello europeo per raccogliere dati sulla pesca sportiva in mare, con particolare attenzione ad alcune specie e tipologie di attività.
Non è un’autorizzazione a pescare e non sostituisce il permesso nazionale, ma serve esclusivamente a registrare informazioni sulle catture, quando previsto.
Il funzionamento è pensato per essere semplice e lineare.
In pratica, RecFishing:
- Permette di registrare una cattura indicando specie, quantità e se il pesce è stato trattenuto o rilasciato;
- Associa l’attività a un’area di pesca e a una data;
- Consente alle autorità di avere dati aggregati per il monitoraggio degli stock ittici, non per controllare il singolo pescatore in tempo reale.
L’app non va utilizzata in ogni uscita e non per tutte le specie.
Entra in gioco solo quando:
- Si pescano specie soggette a misure europee;
- Si opera in ambiti per cui la normativa UE richiede il tracciamento delle catture.
Dal punto di vista pratico, l’uso corretto di RecFishing prevede:
- La configurazione iniziale (area di pesca e tipo di attività);
- L’inserimento dei dati solo quando richiesto;
- La possibilità di completare la registrazione anche dopo la pescata, in base alle regole operative.
RecFishing non nasce per complicare la vita al pescatore sportivo, ma per rendere più chiaro quanto e cosa viene effettivamente prelevato dal mare.
Usarla correttamente significa evitare adempimenti inutili e dimostrare, in caso di controllo, di essere pienamente in regola anche sul piano europeo.
Come registrarsi su RecFishing
Per utilizzare RecFishing correttamente, la prima cosa da fare è creare il tuo profilo personale e impostare i dati relativi alla tua attività di pesca.
Anche se l’app è progressivamente resa disponibile dai singoli Stati membri, il processo di registrazione è progettato per essere intuitivo e accessibile sia da smartphone sia da browser web, e può essere completato una sola volta per ogni stagione di pesca.
Ecco i passaggi principali:
- Scarica l’app o visita il sito ufficiale di RecFishing dal tuo smartphone o da un computer.
- Crea un account utente inserendo i tuoi dati di base (nome, cognome, data di nascita, email).
- Conferma la tua identità: riceverai un’email di verifica per attivare l’account.
- Una volta confermato, compila il tuo profilo di pescatore, includendo:
- L’area di pesca (es. Mediterraneo, Atlantico, ecc.);
- Le specie che intendi targettare;
- I metodi di pesca utilizzati.
- Attiva la registrazione annuale: sarà valida per un anno e potrà essere richiesta in caso di controllo.
- Prima di ogni uscita in mare, verifica che il tuo profilo sia valido e aggiornato.
- Durante o entro la fine della giornata di pesca, inserisci i dettagli delle catture da dichiarare: peso, specie pescata, zona di pesca e tipo di attrezzo usato.
Un vantaggio pratico dell’app è che funziona anche offline: puoi registrare le catture mentre sei in mare e i dati verranno sincronizzati automaticamente al ritorno della connessione.
Se non hai un dispositivo mobile a portata di mano, è possibile effettuare l’accesso e l’inserimento anche da computer tramite interfaccia web, se disponibile nel tuo Paese.
Quali sono le specie soggette a misure europee e alla registrazione delle catture
L’obbligo di utilizzare strumenti come RecFishing non riguarda tutte le specie pescabili, ma solo quelle considerate sensibili o strategiche dall’Unione Europea ai fini della gestione degli stock ittici.
Questo è un punto cruciale: la maggior parte delle pescate ricreative non viene registrata, ma alcune specie richiedono maggiore attenzione.
In linea generale, sono soggette a misure specifiche di controllo, limiti o registrazione le specie che:
- Hanno quote di prelievo stabilite a livello europeo;
- Sono considerate a rischio o fortemente sfruttate;
- Sono già oggetto di piani di gestione o di monitoraggio rafforzato.
Tra le specie più frequentemente citate nelle normative e negli aggiornamenti europei rientrano:
- Spigola (branzino) (Dicentrarchus labrax)
- Anguilla europea (Anguilla anguilla)
- Tonno rosso (Thunnus thynnus)
- Lampuga (Coryphaena hippurus)
- Pagello fragolino
- Merlano giallo / Pollack (Pollachius pollachius)
- Pesce spada
- Salmone baltico e merluzzo baltico (nelle zone di competenza)
È importante sottolineare che l’elenco delle specie soggette a misure può cambiare, così come possono variare le modalità di registrazione richieste.
Per questo motivo, prima di ogni stagione conviene:
- Verificare gli aggiornamenti ufficiali;
- Controllare se la propria attività rientra tra quelle monitorate;
- Configurare correttamente RecFishing solo se effettivamente necessario.
Capire quali specie fanno scattare obblighi aggiuntivi è il passaggio che permette di pescare serenamente, evitando sia errori involontari sia adempimenti inutili.
Limiti, divieti e controlli: cosa verificano davvero e cosa non puoi ignorare
Avere il permesso nazionale attivo ed essere in regola con eventuali obblighi di registrazione non esaurisce tutto ciò che serve per pescare legalmente in mare nel 2026.
Le norme sulla pesca continuano infatti a basarsi su limiti precisi e controlli sul campo, che restano invariati nella loro sostanza anche con l’introduzione delle nuove regole europee.
Durante un controllo, le autorità verificano principalmente:
- La validità del permesso di pesca (anche in formato digitale);
- Il rispetto delle taglie minime delle specie catturate;
- I limiti di prelievo giornalieri, quando previsti;
- L’assenza di catture in periodi o zone di divieto;
- Il rispetto di ordinanze locali e delle regole delle Aree Marine Protette;
- L’eventuale utilizzo di RecFishing, solo se richiesto per quel tipo di pesca o per determinate specie.
È importante ricordare che molte regole non sono uguali ovunque.
Limiti sul numero di canne, modalità consentite, restrizioni su specie particolari o attrezzature possono variare in base:
- Alla zona di pesca;
- Al periodo dell’anno;
- Alla presenza di aree protette o regolamenti locali.
Proprio per questo, uno degli errori più comuni è dare per scontato che “se si è sempre fatto così, allora è consentito”.
In realtà, la normativa richiede al pescatore sportivo un minimo di verifica preventiva, soprattutto quando si pesca in zone nuove.
Essere informati su limiti e divieti non significa pescare con paura, ma con consapevolezza: è questo l’approccio che la normativa pesca sportiva 2026 continua a premiare, più della semplice burocrazia.
Checklist finale
Prima di preparare canne e attrezzatura, prenditi due minuti per controllare questi punti fondamentali.
Documenti e adempimenti di base
- Permesso gratuito di pesca sportiva in mare attivo (MASAF)
- PDF del permesso salvato sullo smartphone (accessibile anche offline)
- Documento di identità valido
Adempimenti europei (solo se richiesti)
- Verificato se la tua attività rientra tra quelle soggette a misure UE
- RecFishing installata e configurata, se necessaria
- Controllato quali specie vanno registrate per l’anno in corso
- Inserimento della cattura effettuato (o pronto da effettuare secondo le regole)
Regole di pesca sul campo
- Taglie minime delle specie conosciute
- Limiti di prelievo giornalieri verificati
- Nessuna cattura in periodi o zone di divieto
- Regole locali e ordinanze comunali/portuali controllate
- Attenzione a Aree Marine Protette e zone regolamentate
Attrezzature e tecniche
- Numero di canne consentito nella zona
- Tecnica utilizzata ammessa (da riva, barca, apnea, ecc.)
- Nessun uso di attrezzature vietate (es. bombole dove non consentite)
Un ultimo consiglio utile
Se cambi zona di pesca o tecnica, rifai sempre la checklist: molte sanzioni non derivano da comportamenti gravi, ma da dettagli dati per scontati.
Pescare in regola oggi significa pescare più tranquilli domani.
